CREDITO DI IMPOSTA PER INVESTIMENTI NEL MEZZOGIORNO – COMUNI DEL CENTRO ITALIA COLPITI DAL SISMA E NELLE ZONE ECONOMICHE SPECIALI (ZES)

LEGGE DI STABILITA’ 2016 – (prorogato L. 27 dicembre 2019, n.160 art. 1,  commi 218, 316 e 319. )

OBIETTIVO

La finalità è di favorire le imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno, nei comuni del centro italia colpiti dal sisma e nelle ZES

BENEFICIARI

Le imprese delle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo), dei comuni delle Regioni colpite dal sisma (Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo ) e nelle zone zone economiche speciali (ZES), indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Limitatamente alle  Piccole e Medie Imprese che effettuano investimenti negli ambiti previsti dal PON I&C, le stesse devono rispettare i requisiti previsti dal PON I&C e dunque effettuare investimenti  in beni strumentali:  di ammontare minimo di 500mila euro

  • installati in unità produttive localizzate nelle Regioni meno sviluppate o in quelle in transizione
  • riconducibilità degli investimenti agli ambiti applicativi della Strategia nazionale di specializzazione intelligente
 

 INVESTIMENTI AMMISSIBILI

L’acquisto dei beni strumentali deve rientrare  nell’ambito di un progetto o di più progetti di investimento iniziale

  • Nuovo stabilimento              Nuovi prodotti aggiuntivi
  • Ampliamento stabilimento                Cambiamento     processo            produttivo

Il credito d’imposta è commisurato al costo complessivo dei beni acquisiti nel limite massimo, per ciascun progetto d’investimento, di 3 milioni di euro per le Piccole Imprese, di 10 milioni di euro per le Medie imprese e di 15 milioni di euro per le Grandi Imprese.

I  beneficiari che realizzano gli investimenti nelle aree ZES devono:

  • mantenere la loro attività nell’area ZES per almeno 7 anni;
  • Il Credito d’Imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro.
 

AMBITO DI ATTIVITA’

L’acquisto dei beni strumentali deve rientrare in uno di questi ambiti di attività: Industria intelligente e sostenibile; Aerospazio e difesa; Salute, alimentazione e qualità della vita; Industria della creatività turisticoculturale; Agenda digitale, smart communities, sistemi di mobilità intelligente;Altre attività manifatturiere; Trasformazione e commercializzazione die prodotti agricoli; Costruzioni; Attività ricettive e di ristorazione;Commercio all’ingrosso e al dettaglio; Attività terziarie e servizi; Altro 

MISURA DEL CREDITO D’IMPOSTA

Per gli investimenti realizzati saranno applicate le aliquote di cui alla Carta di Aiuti 2014-20  fino ad un massimo di  45% per le Piccole Imprese, 35% per le Medie Imprese e 25% per le Grandi Imprese.

PROROGA TEMPI DI REALIZZAZIONE DEGLI INVESTIMENTI

La Legge di Bilancio 2020  (articolo 1, commi 218, 316 e 319, della legge n. 160 del 2019) ha disposto le seguenti proroghe relativamente alla tempistica di realizzazione degli investimenti:

  1. dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 per il credito d’imposta investimenti nei comuni del sisma Centro-Italia;
  2. dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2022 per il credito d’imposta investimenti nelle zone economiche speciali (ZES)
  3. dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 per il credito d’imposta investimenti nel Mezzogiorno

 

MODALITÀ DI FRUIZIONE

Per fruire del credito d’imposta, i soggetti interessati devono presentare all’ADE un’apposita comunicazione  telematica nella quale devono essere indicati i dati degli investimenti agevolabili e del credito d’imposta del quale è richiesta l’autorizzazione alla fruizione.

L’Agenzia delle entrate comunica alle imprese l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta”. La compensazione del credito può essere esercitata a partire dal 5° giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del credito.  L’ammontare del credito utilizzato in compensazione, anche in più soluzioni, non può eccedere l’importo risultante dalla ricevuta dell’Agenzia delle entrate, pena lo scarto del modello F24.  I beneficiari potranno utilizzare esclusivamente il credito d’imposta maturato, ossia il credito d’imposta relativo agli investimenti già realizzati al momento della compensazione.